venerdì 27 aprile 2018

Con il contributo del Comitato Scientifico del C.A.I. "Gruppo Terre Alte" ho pubblicato due piccole monografie:

La Valle delle vigne
Grotte e casini di una economia scomparsa

La ricerca è stata condotta nell’arco di quattro anni nel territorio dei Comuni di Carapelle C. e Castelvecchio C.,  censendo oltre 110 casali e grotte presenti nella Valle di Vusci.
I risultati si sono rivelati di estremo interesse per la presenza in grotta di numerosissimi impianti di vinificazione, con vasche di pigiatura, torchi a trave e grandi cisterne per la raccolta dell’acqua piovana. Il tutto è “cristallizzato” al periodo in cui fu abbandonata la coltura della vite nella valle. Ogni casale ed ogni grotta è stato rilevato tramite GPS e documentato con foto. Per i complessi tipologicamente più interessanti (Grancia di S. Cristoforo, Casino di Graziano, Casino Visioni…)  si è realizzata una planimetria. Tutta la valle rappresenta un interessantissimo ecomuseo, completamente sconosciuto, che andrebbe valorizzato. 


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Siti agro-pastorali di Piano Locce
Percorrendo Piano Locce e addendrandosi nelle sue valli laterali appaiono, sui ripidi e brulli pendii, dei buchi neri incorniciati da rozze pietre: sono gli ingressi alle grotte artificiali che per secoli hanno dato ricovero ad uomini ed animali che dai centri abitati raggiungevano per lavoro queste oasi di terra fertile. L’indagine condotta nell’arco di alcuni anni non si è comunque limitata ad un censimento delle grotte ma ha interessato anche i siti agro-pastorali di altra tipologia.
L’area di indagine ricade soprattutto nel Comune di Barisciano e comprende i pendii che circondano Piano Locce e alcune valli laterali come Valle Chiusola, Valle Vostovello, Valle Ombrica, Valle Francuccia, Valle Cupa.
La maggiore concentrazione di grotte la troviamo sui pendii intorno a S. Maria ai Corboni e nella parte alta di Valle Cupa.  Nella ricerca figura anche la località “Le Gondole”, nel Comune di S. Stefano di Sessanio, per l’importanza storica e tipologica delle costruzioni di origine monastica ivi presenti. Per ogni sito si riporta una breve descrizione, in alcuni casi una planimetria, e la localizzazione tramite GPS.




martedì 24 aprile 2018


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La scelta dei luoghi di culto che figurano in questo lavoro non è dettata semplicemente dalla quota ma da una serie di fattori che influisce sulla loro connotazione montana: l'isolamento, la tipologia, il tipo di frequentazione etc... Ho escluso dalla ricerca i santuari e i monasteri di grandi dimensioni, in molti casi già noti e studiati per il notevole afflusso di fedeli o per le loro rilevanze artistiche, e le chiese tratturali, anch'esse oggetto di numerosi studi, per occuparmi dei luoghi di culto più modesti e negletti, in genere distanti dai centri abitati, conosciuti e frequentati solamente in un piccolo ambito territoriale. Mi sono concesso alcune deroghe dettate dal fascino che emana da alcuni luoghi di culto per una particolare collocazione, per la loro antichità, o per un rito ivi praticato.
La ricerca si compone dei seguenti capitoli: 
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I I luoghi dell'Arcangelo
Moltissimi sono i luoghi sacri a lui dedicati e tuttora presenti nella regione abruzzese, pertanto in questo lavoro si approfondisce la conoscenza, riportandone una breve descrizione ed alcune notizie storiche, soprattutto di due tipologie: i luoghi di culto in grotta e quelli situati in posizione elevata, poiché sono queste le ubicazioni  tipiche dei luoghi sacri  all'Arcangelo.  
II I pellegrini di una valle
Dei numerosi pellegrinaggi un tempo così diffusi oggi rimangono  quasi esclusivamente quelli presenti in ambiti  geografici molto ristretti, spesso con la partecipazione di poche comunità, tanto da poter considerare questi fedeli "pellegrini di una valle".   
Oltre ai luoghi di culto esaminati si riportano 32 schede sui pellegrinaggi da me già pubblicati  in precedenza.
III  I luoghi di culto dimenticati
Sempre restando in un ambito montano, si ricordano alcuni luoghi di culto dimenticati dei quali è rimasta qualche traccia sul terreno, o nella tradizione locale. Per altri  luoghi di culto, nei quali sono ancora evidenti e ben conservate le strutture, ci si chiede cosa possa aver determinato il loro abbandono e la fine della devozione popolare.
IV Eremi e luoghi di culto rupestri
Alla luce di nuove conoscenze e nuove scoperte si vuole integrare quanto già pubblicato in precedenza. In questa seconda fase della ricerca oltre alle solite e indispensabili carte d'archivio e alle pubblicazioni di storici locali, è stato estremamente utile l'aiuto di alcuni informatori che mi hanno segnalato dei luoghi di culto che si sono rivelati  di estremo  interesse.  
V Edicole-Cappelle
Cappelle e edicole di crocicchio, di confine, di santuario e di valico, segni minori della religiosità popolare ma molto diffusi su tutto il territorio montano.
Tali luoghi sono la testimonianza di una religiosità ovunque presente e della quale non si poteva fare a meno, poichè la fede era l'unico conforto nella dura vita della montagna.  

mercoledì 18 aprile 2018

Il restauro della capanna è terminato. La cupola non è completamente chiusa poiché le pietre, come nel 2001, non erano sufficienti. Nel corso del restauro ho potuto constatare che la causa del parziale crollo della capanna era dovuto al cedimento del terreno, costituito da materiale di riporto. Tale cedimento ha provocato l'inclinazione verso l'esterno del circolo di base con il conseguente scivolamento della muratura sovrastante. Tale problema si presenta purtroppo in altri due punti della capanna. 
Sulle nostre montagne le capanne vengono costruite sempre su una base di roccia, dove non è possibile coltivare. 

venerdì 13 aprile 2018

Questa mattina, 13 Aprile 2018, insieme ad alcuni operai della Provincia di Pescara ho iniziato il restauro della piccola capanna che ho costruito davanti al palazzo della provincia nel 2001, Anno Internazionale della Montagna.
Penso di portare a termine il restauro entro la prossima settimana.
La capanna a falsa cupola è divenuta negli ultimi anni il simbolo della montagna della provincia di Pescara.