Nella valle di Pennapiedimonte (Chieti), e precisamente nei pressi di una grotta pastorale del Vallone delle Tre Grotte, troviamo uno sperone roccioso che si protende aereo ed isolato nel vuoto. Sulla sua superficie piatta e levigata è incisa una grande e semplice croce: nessun'altra incisione all'intorno la contamina come se l'ignoto autore e tutti coloro che hanno frequentato quei luoghi avessero deciso di farne un simbolo della sacralità di quella montagna.
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Raiano-Eremo di S. Venanzio |
Quei gruppi umani, quelle tribù che vivevano in luoghi dove non c'erano monti, crearono artificialmente la loro montagna sacra costruendo templi che salivano verso il cielo assimilandoli così alla montagna; oppure li alzarono ad imitazione delle proprie montagne sacre, quando queste erano troppo lontane ed era quasi vano sperare, anche nel corso di una intera vita, di compiervi un pellegrinaggio.
Il devoto che si cimenta (sempre in senso orario!) nella ‘pradakshina’ di un Grande Stupa - che poi è la stessa immagine del Buddha - compie teoricamente anche il ‘parikrama’ del Kailas. Con molta probabilità, il pellegrinaggio intorno al Kailas, impegnando severamente ogni individuo, dovrebbe ottenere un coinvolgimento emotivo maggiore, e quindi risultati spirituali più profondi. Ma non è detto che uno ‘stupa’ e soprattutto il Grande Stupa di Sanchi, nell'India centrale, innalzato su una collina suggestiva e immersa nella quiete, non susciti il medesimo effetto. In fondo, tutto dipende dalla disposizione d'animo della persona: anche un viaggio al Kailas può risultare inutile e vano.........( Pellegatta A., Kailas: La Montagna Sacra, in http//www.intraisass.it/ Kailas.htm).
La montagna non è sacra solo nella sua interezza ma in ogni singolo aspetto naturale: dalla grotta al ruscello, dal bosco alle rupi, ogni angolo può essere sede del sacro. Il devoto non si limita a considerare sacro il santuario ma è portato ad allargare l'area del sacro interpretando alcuni aspetti della natura circostante come segni della divinità.
Il devoto che si cimenta (sempre in senso orario!) nella ‘pradakshina’ di un Grande Stupa - che poi è la stessa immagine del Buddha - compie teoricamente anche il ‘parikrama’ del Kailas. Con molta probabilità, il pellegrinaggio intorno al Kailas, impegnando severamente ogni individuo, dovrebbe ottenere un coinvolgimento emotivo maggiore, e quindi risultati spirituali più profondi. Ma non è detto che uno ‘stupa’ e soprattutto il Grande Stupa di Sanchi, nell'India centrale, innalzato su una collina suggestiva e immersa nella quiete, non susciti il medesimo effetto. In fondo, tutto dipende dalla disposizione d'animo della persona: anche un viaggio al Kailas può risultare inutile e vano.........( Pellegatta A., Kailas: La Montagna Sacra, in http//www.intraisass.it/ Kailas.htm).
La montagna non è sacra solo nella sua interezza ma in ogni singolo aspetto naturale: dalla grotta al ruscello, dal bosco alle rupi, ogni angolo può essere sede del sacro. Il devoto non si limita a considerare sacro il santuario ma è portato ad allargare l'area del sacro interpretando alcuni aspetti della natura circostante come segni della divinità.

Assergi-San Franco
I luoghi di culto dimenticati
Ricordiamo alcuni luoghi di culto dei quali è rimasta qualche traccia sul terreno, o nella tradizione locale. Per altri luoghi di culto, nei quali sono ancora evidenti e ben conservate le strutture, ci si chiede cosa possa aver determinato il loro abbandono e la fine della devozione popolare. Il criterio di scelta è molto soggettivo dettato quasi esclusivamente dalle emozioni che questi luoghi hanno in me suscitato grazie ad un particolare panorama, all'isolamento, al connubio con altri edifici, alle caratteristiche costruttive, ad alcuni riti un tempo praticati.

Castelvecchio C.- Madonna della Neve

Cerqueto-S. Reparata
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Goriano Valli-S. Cesidio |
L'Arcangelo Michele
Nell'Abruzzo dei pastori, abituati da millenni a ricercare non senza contrasti i pascoli per le loro greggi, l'Arcangelo Michele prese il posto, nella maggior parte dei casi, di un dio forte e bellicoso che rispecchiava la loro indole: Ercole. L'Arcangelo, come Ercole, era un guerriero e come i pastori abitava nelle grotte e sulle cime. Moltissimi sono i luoghi sacri a lui dedicati e tuttora presenti nella regione abruzzese situati soprattutto in grotte e in luoghi elevati. Per l'accompagnatore delle anime nell'oltretomba, per l'angelo del passaggio, tali luoghi esprimono più di altri il limite fra la vita terrena e quella soprannaturale.
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Balsorano-S. Angelo |
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Civitella del Tronto-S. Angelo di Ripe
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